
....E il 16 sera, A "SUA" INSAPUTA,
c'erano anche TUTTI questi!!!
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Migliore "scritta" non avrebbero
potuto inventare !
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Ohi...a
Bagno fanno "le cose" in grande!
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Una persona "curiosa" - dopo
aver letto il libro "Processi
e Tortura" - ha
insistito
perchè accettassi di "trattare" il tema
dell' Inquisizione del Sant'Uffizio
il 16 luglio 2024 a Bagno
di Romagna
nel corso della rassegna
"Martedì d'autore
sotto le stelle"
Nel link, qui sotto, si potrà leggere
l'intero programma della Rassegna
(inizio 18 giugno; fine 3 settembre 2024).
Per rispetto della privacy, ometto il nome
della persona "curiosa"
almeno fino a quando non me la troverò davanti il
16 luglio alle ore 21.
Sarà lei a "bombardarmi di domande" e magari
a "stoppare" il mio "bla bla"
se risultasse poco interessante.
Io le ho chiesto di NON ANTICIPARMI nessuna
domanda.
https://www.bagnodiromagnaturismo.it/eventi/-/events/2335/Marted%C3%AC+d+autore+sotto+le+stelle+2024

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1823-2023
DUECENTO anni dalla nascita di Giovanni
Pianori detto il Brisighellino.
Il TRIBUNATO DI ROMAGNA ha organizzato la celebrazione di
questo evento proprio a Brisighella dove
il patriota risorgimentale nacque il 16 agosto 1823.
Alle ore 10 del 25 novembre nel Foyer del Teatro PEDRINI
in Via Filippo Naldi 2,
il Presidente, Giordano Zinzani, e il Sindaco di Brisighella,
Massimiliano Pederzoli,
daranno inizio alla celebrazione dal titolo:
" OSARE E MORIRE per
l'Italia"
Vita e morte di Giovanni Pianori detto "il Brisighellino".
Introdurrà il giornalista Beppe Sangiorgi: "Giovanni
Pianori: patriota o assassino"?
Seguirà la relazione di Enzio Strada: "Un
maledetto imbroglio, causa la fretta, l'inganno, la vergogna".
https://www.tribunatodiromagna.it/a-brisighella-si-parla-del-brisighellino/

Nel corso della rievocazione storica della figura di Giovanni
Pianori detto il Brisighellino,
il Presidente del Tribunato di Romagna , Giordano Zinzani,
e il Produttore di vini, Alessandro Morini, hanno presentato
il Romagna
Centesimino, Savignon Rosso,
dedicato espressamente al Brisighellino nel 200 esimo della
nascita.
Il successo è stato clamoroso già durante
l'ottimo pranzo presso il Ristorante La Rocca.
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Il Resto del Carlino ha pubblicato un resoconto sulla seduta
del Tribunato di Romagna durante la quale
è stata ricordata da Beppe Sangiorgi e da Enzio Strada
la figura del Brisighellino a 200 anni dalla nascita..
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Da sinistra: Beppe Sangiorgi, Giordano Zinzani, Enzio Strada.
I primi due vestono il tabarro/capparella
del Tribunato di Romagna.
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Domenica 29 ottobre 2023: una "rimpatriata"indimenticabile
; un crescendo di emozioni
come raramente può capitare nella vita di un insegnante.
Poi l'indomani (sera del 30 ottobre) , via radio da Castel
San Pietro, Sergio della Sciucca ha "rincarato la dose"
di emozioni.
Non so se - attraverso i link che inserisco qui sotto -
sia possibile accedere alla registrazione di Licenza Media:
Accademia di Musica e Parole, la rubrica
da lui magistralmente condotta in diretta.
Dal sito della radio (vedi qui sotto)
e da facebook, è possibile il replay della
trasmissione (musica e parole)
https://rss.com/it/podcasts/licenzamedia/1203033/
www.emmeerreci.it
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Davanti al Palazzo Comunale di Cervia
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Davanti alla Torre San Michele |
CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI ROMAGNOLI
Teatro Comunale di CERVIA 6-8 ottobre 2023
La Presidente della Società di
Studi Romagnoli, Alessia Morigi, ha inserito anche il nominativo
di
Enzio Strada fra i relatori che si alterneranno sul palco
del Teatro domenica 8 ottobre.
L'argomento: "Il tribunale
dell'inquisizione a Cervia (1597-1601)".
La Lectio Magistralis sarà tenuta , sabato 7 ottobre,
da Jean-Claude HOQUET,
( Université de Lille).
Tema:
"Il sale di Cervia nell'economia
dell'italia e dell'Adriatico settentrionale (secoli XII
-XVII)".
clikka qui di seguito
per il Programma di tutto il Convegno
https://www.societastudiromagnoli.it/wp/wp-content/uploads/2023/04/Studi-opuscolo-2023.pdf
.
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Nel maggio 1824 - lungo il Rio Veneziana
nel territorio cervese - due pastorelli di 14 e 5 anni avrebbero
visto ...nientemeno che la Madonna.
Il dossier su queste presunte apparizioni è conservato
nell'Archivio Diocesano di Ravenna
e altra copiosa documentazione è presso l'Archivio
Comunale di Cervia.
Nel mio secondo volume di "Spigolature" (edito
nel 2018) una ventina di pagine sono dedicate a questo evento
perchè esso ebbe importanti ripercussioni: sia religiose
sia politiche.
Luca Corelli di Pisignano di Cervia ha
ritenuto di commemorarlo organizzando una "camminata"
in loco
col supporto del Comune, dell'Associazione Festa, della
Bejo, del Museo del Sale e di altri...
Una mattinata, quella di domenica 28 maggio, che si è
svolta secondo il programma descritto nella "locandina/manifesto"
qui sopra.
Luca Corelli ha illustrato l' Edicola Votiva da lui magistralmente
edificata ed in corso di ultimazione
(erano visibili i "segni" della alluvione che
ha recentemente colpito anche il territorio cervese).
Luca Corelli già "pensa" al modo migliore
per celebrare i 200 anni (nel 2024) di quell'avvenimento
che - come attestano i documenti - coinvolse
migliaia e migliaia di persone e le maggiori personalità
religiose, politiche, amministrative del tempo:
il Cardinali Agostino Rivarola, Legato Pontificio, Bonaventura
Gazola, il Vescovo Giuseppe Crispino Mazzotti,
il Governatore Lorenzo Guidi, il Magistrato Carlo Ghiselli...
Visto l'interesse suscitato in tutti i numerosi presenti,
si spera, nel frattempo, di poter acquisire altra documentazione
relativa, ad esempio,
a) alla vita dei due pastorelli: Lorenzo Gattamorta -14
anni - figlio di Pietro e di Antonia Ortali;
Antonio Medri - 5 anni - del fu Stefano e di Angela Ricci;
b) alla esatta ubicazione del pilastrino eretto allora sul
luogo delle supposte apparizioni mariane;
c) alle corrispondenze private dei Ghiselli, Guidi, Rivarola,
Mazzotti, Gazola, dello stesso Parroco di Pisignano....
Chi si imbattesse in notizie inedite su quanto succese due
secoli fa nel nostro territorio può
fornirle ad Enzio Strada (utilizzando l'email di questo
sito)o a Luca Corelli.
Qui di seguito il link con foto e spezzoni
di video ripresi il 28.5.2023
https://photos.google.com/share/AF1QipOA85ahVTu_H1R0WyuHaov_uOaX9Kab9QsFLv_Ga0qHGo2TRF69DcpcHB47sj6ytw?key=
V2hLdmkxMTllSEh6OWhaalZrTGx3TDVyNXpBYnNn
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https://www.facebook.com/photo/?fbid=272196615153246&set=pb.100070887282186.-2207520000.
https://m.twitch.tv/radiosocialcoast
https://open.spotify.com/episode/6sawMyhZMHdBY2CxbIQTmB?si=319c06b42bc341ac
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Sarà perchè il libro "Processi
e tortura"
(Carta Bianca Editore, Faenza, novembre 2023) si basa sulla
attività del Tribunale
dell'Inquisizione operante a Cervia
(1597-1601);
sarà perchè i verbali del Santo Uffizio scampati
alla distruzione
sono rarissimi;
sarà perchè, in particolare, la vicenda di Francesca
Foiara
(salinara accusata di stregoneria, processata e torturata)
ha impietosito;
sarà perchè il passa-parola ha, in breve tempo,
esaurito
le copie stampate...
l'autore - il 21 marzo 2023 (vedi locandina qui sotto) -
non ha ritenuto di sottrarsi all'invito della Biblioteca Comunale
di
Cervia per una chiacchierata sull'argomento,
come, in questi giorni, non ha detto di "no" ad
un approfondimento richiesto
da due responsabili della Radio Social Coast
(Matteo Fusconi e Jacopo Ceroni)
per la serata del 14 aprile 2023
|
Venerdì 14 aprile,
eccomi alla diretta WEB.
Alla mia destra Jacopo Ceroni e alla mia sinistra Matteo
Fusconi:
due giovani coi quali non ci si annoia
perchè interessati, con grande sete di "sapere",
"conoscere", "approfondire".
Nessun accordo preventivo sulla conduzione dell'incontro,
tranne l'argomento:
LA STORIA.
Ovviamente si sarebbe "parlato" anche del Tribunale
dell' Inquisizione del Santo Uffizio operante
a Cervia alla fine del 1500 i cui verbali
sono stati trascritti e commentati nel libro "Processi
e Tortura".
Il giorno successivo mi
è stato inviato il link
della "chiacchierata" andata in onda.
Copio /incollo qui sotto il link per eventuali "curiosi"
https://www.twitch.tv/videos/1793626504?sr=a&t=1139s
N.B: La parte della DIRETTA
VIDEO inizia dal minuto 57
|

Un'occasione per approfondire l'argomento:
Inquisizione a Cervia 1597-1601
|
Un discendente della famiglia Liverani (che personalmente
non conosco)
ha scoperto che Giovanni Pianori detto il Brisighellino
aveva con sè (il giorno dell'attentato a Napoleone
III il 28 aprile 1855 a Parigi)
un passaporto a nome Antonio LIVERANI.
Mi ha contattato via email il 26 gennaio 2023 chiedendomi
ulteriori notizie sui suoi "avi" Liverani, patrioti
risorgimentali.
In particolare, mi ha chiesto informazioni sul tipo di passaporto
rilasciato a quel tempo di metà 1800 e pure
sui connotati in esso trascritti.
Gli ho inviato qualche notizia corredata da foto che non
compaiono nella seconda edizione della biografia su
Giovanni Pianori, alias Antonio Liverani.
Le riporto qui sotto.
1) Frontespizio e retro del passaporto sequestrato dalla
Polizia a Virginia Padovani moglie
del Brisighellino
e subito inviato a Roma. Virginia aveva chiesto il documento
per recarsi a Bastia in Corsica
dove sapeva essere il marito Giovanni Pianori fuggito da
Faenza e dallo Stato Pontificio
dopo la sua partecipazione - con Mazzini e Garibaldi - alla
difesa della Repubblica Romana;
2) connotati del patriota Antonio Liverani sul quale l'Archivio
di Stato di Bologna conserva un fascicolo.
|

Virginia Padovani
ottiene il passaporto nel novembre del 1852 per recarsi
a Genova, via Toscana.
Aveva con sè due figli piccolissimi:
Angela di anni 5 e Odoardo di apena
dieci mesi (come si può leggere in calce al
passaporto).
L'annotazione che Virginia era sposata con Giovanni Pianori
(lo si legge nelle prime righe del documento)
costrinse il rientro precipitoso della donna e dei figli
a Faenza dopo qualche mese di permanenza a Bastia.
Motivo?
Il Governio di Napoleone III, nella primavera del 1853,
diede ordine di verificare i documenti
di tutti gli stranieri residenti sul suolo francese.
A Bastia,Virginia e Giovanni "passavano" come
sorella e fratello,
ma ad un controllo della polizia si sarebbe scoperto che
Antonio Liverani
in realtà era il ricercato Giovanni Pianori.
|

Sul retro del passaporto di Virginia,
i tanti timbri di VISTO al passaggio delle tante frontiere.
|

Il documento è conservato nell'Archivio
di Stato di Bologna
( la collocazione esatta è riportata nella biografia
"Pianori, osare e morire")
|
Avevo accennato a tre ricerche storiche che durante il periodo
della pandemia da Covid-19
rendevano meno difficoltoso il trascorrere il tempo in casa.
Una di queste ricerche
è stata appena
ultimata.
Il libro "vede"
la luce nel mese di ottobre del 2022
Carta Bianca Editore, Faenza, pagine 222.
La dolorosa vicenda umana di Francesca FOIARA
è raccontata dopo oltre 400 anni, insieme a quella
di Flaminio NERI
e di altra povera gente della Cervia di fine 1500

Il libro si basa su di un fascicolo d'archivio del XVI secolo..
Di che si tratta?
Otto procedimenti giudiziari, inediti,
istruiti in Romagna da un
Tribunale
della Inquisizione
nel periodo 1597-1601
I primi sei riguardano i reati di
bestemmia, adulterio, anima al diavolo.
Gli ultimi due processi sono più
corposi.
Il settimo vede come imputato un
Consigliere Comunale finito nei guai per avere osato opporsi
ad un sacerdote che pretendeva di far valere il privilegio
della sua casta
e per avere dichiarato che
neanche la scomunica lo avrebbe distolto dal compiere il
suo dovere.
L'ultimo processo, durato cinque mesi,
vede alla sbarra
una giovane donna,
Francesca detta
Foiara,
accusata di stregoneria
e sottoposta più volte alla tortura
della corda

Ecco come si presentava il fascicolo;
impossibile da consultare perchè l'archivista di
"ieri"
a) lo forò da parte a parte (lontano dal bordo delle
pagine);
b) lo "sigillò" con uno spago e tanti nodi.
L'archivista di "oggi", con molta abilità
e pazienza,
ha sciolto i nodi, sfilato lo spago e liberato i fogli.
Solo così mi è stato possibile leggere il
fascicolo integralmente, decifrare
tutti i verbali
redatti dal notaio/cancelliere durante le sedute giudiziarie,
trascrivendone la STORIA.
Alla domanda degli
amici:
" Di cosa ti stai occupando, ora?"
ho solitamente risposto "...della Foiara".
Già: "La Foiara"...
|

"Ordinò che fosse portata al luogo della tortura
e là spogliata, legata e attaccata alla fune"
|
***
"
così
sollevata in alto, cominciò a dire:
"Gesù, oh Gesù, Gesù, Gesù
benedetto m'aiuti"
|
Copertina del libro contenente anche
la storia di Francesca FOIARA
|

Quarta di copertina
|

Dal Corriere di Romagna del 17 dicembre
2022 a firma di Massimo Previato
|
*****
C'è chi sostiene
che la Storia è Maestra di vita.
C'è chi sostiene che la Storia non insegna niente.
C'è chi sostiene che la Storia si ripete.
Quanto successe in Romagna
oltre duecento anni fa, a proposito della
vaccinazione
contro il vaiolo, può aiutare a farsi
un' opinione confrontando
"l'OGGI: vaccinazione anti- Covid19
- coronavirus".
Vaiolo:
malattia temutissima perchè sfigurava
il viso rendendolo mostruoso e
costringeva chi ne era vittima a rimanere chiuso in casa
a ...vita.
Edward Jenner nel 1796 scoprì l'efficacia di un vaccino
antivaiolo, ma la gente
non si fidava e rifiutava la vaccinazione.
Napoleone I cercò di convincere le popolazioni a
lui soggette
a sottoporsi alla vaccinazione.
Per quanto riguarda il Regno d'Italia - da lui istituito
all'inizio del 1800 -
Napoleone I incaricò il Dottore
Luigi Sacco di Varese
a darsi da fare per convincere quanta più gente possibile
a sottoporsi
alla vaccinazione.
Il dottore Sacco viaggiava di paese in paese praticando
le vaccinazioni,
obbligando i medici locali ad assistervi e mostrando a tutti
gli immensi benefici
che la scoperta del vaccino stava portando alla umanità.
Nel primo volumone "Cervia,
spigolature..." - edito nel 2011 -
ho raccontato in due paginette - da pag.386-388- come e
quando il dott.Sacco
fu personalmente presente in Romagna (anche a Cervia) praticando
le prime vaccinazioni antivaiolo.
Per comodità di chi fosse curioso, riporto qui di
seguito le due paginette.
"9
Novembre 1804. Il famosissimo Dottor Luigi Sacco in persona
effettua a
Cervia la prima vaccinazione antivaiolosa. La popolazione
viene avvisata tramite
il suono della campana.
Il vaiolo era, dopo la Peste, la malattia
più temuta nel mondo di allora.
Una malattia altamente contagiosa che poteva colpire chiunque
e provocare la
morte.
Chi eventualmente fosse sopravvissuto restava talmente "segnato"
nel corpo (butterato)
da assumere un aspetto così mostruoso e spaventoso,
da non potersi più
mostrare in pubblico.
Edward Jenner fu colui che scoprì il vaccino antivaiolo
sperimentandolo con successo
il 14 maggio 1796 su di un bambino di otto anni.
Jenner fu osteggiato sia dal mondo scientifico che da molte
autorità religiose (non
tutte come vedremo) che trovavano disdicevole inoculare
sostanze animali (di vacche)
dentro il corpo umano.
Jenner a sue spese pubblicò l'esito della scoperta
nel 1798 e per la prima volta al
mondo egli usò la parola "virus".
In Italia ci fu un medico, il Dottor Luigi Sacco, che si
rese subito conto della grande
scoperta fatta da Jenner: l'Umanità poteva finalmente
essere liberata dalla terribile
malattia purché si riuscisse a vincere le resistenze
delle persone a farsi inoculare
il vaiolo per poter essere immuni dal... vaiolo: cosa davvero
difficile da far
comprendere alla gente.
Napoleone Bonaparte ed il Governo
della Repubblica Cisalpina promossero questa
scoperta fino ad emettere, il 9 maggio 1804, un Decreto
che regolamentava la vaccinazione
anche se non la rendeva obbligatoria.
Il Governo affidò la diffusione della nuova pratica
medica proprio al Dottor Luigi
Sacco il quale instancabilmente viaggiò in lungo
ed in largo vaccinando personalmente,
sensibilizzando ed istruendo i medici a fare altrettanto.
In particolare egli capì che occorreva prima di tutto
convincere la classe medica
(il Decreto obbligava i dottori locali ad assistere alle
vaccinazioni ovunque Sacco le
effettuasse).
Poi occorreva convincere i Parroci i quali avrebbero potuto
esercitare la loro grande
influenza sulla popolazione convincendola a sottoporre alla
vaccinazione almeno i bambini.
E Cervia?
Spigolando fra le carte dell'Archivio ho avuto la sorpresa
di imbattermi in un documento
che attesta come il Dottor Luigi Sacco in persona abbia
effettato a Cervia la
prima vaccinazione antivaiolosa nella storia della Città.
Il Prefetto di Forlì il 26 ottobre aveva preavvertito
la Municipalità di Cervia dell'arrivo
nel Dipartimento del Rubicone "del
celebre Dottor Sacco, Direttore
Generale della vaccinazione".
Il Prefetto inviò a Cervia:
1) copia del Decreto Governativo 9.5.1804;
2) un certo numero di Proclami sull'importanza della vaccinazione
antivaiolosa;
3) copia "dell'Omelia del Vescovo di Goldstat"
(favorevole alla vaccinazione);
4) "alcuni Pieghi in bianco per i Parroci".
Il Decreto prevedeva che fossero proprio i Parroci a compilare
le liste delle persone,
a convincere dall'altare i fedeli a farsi vaccinare, a prestare
i locali, a convocare
la gente nel giorno stabilito mediante il suono delle campane,
ad assistere
all'inoculazione del siero, a firmare, insieme al medico,
l'elenco dei vaccinati.
Forse la copia della Omelia del Vescovo doveva servire a
tranquillizzare i sacerdoti
convincendoli che il medico e chirurgo Luigi Sacco non stava
facendo niente di
diabolico, anzi era benemerito della Umanità perché
liberava la gente da una grande
angoscia: quella di contrarre il vaiolo.
Il primo Novembre 1804 il Dottor Sacco scrive alla Municipalità
di Cervia:
"I disastri del vajuolo hanno interessato il Governo
a prendere tutte quelle provvidenze
possibili per estirpare una malattia che è la più
desolante per il genere
umano.
L'inoculazione del vaccino è un sistema sicuro (facilissimo
e applicabile
a qualunque individuo d' ogni età e d'ogni sesso)
e non fa correre il minimo
pericolo.
Il giorno di Venerdì 9 corrente mi recherò
nella Vostra Comune per farvi gli
opportuni innesti. Il felice successo - del quale fu dappertutto
coronata questa pratica -
mi lusinga della facile introduzione anche nel Vostro Paese:
ne sono, poi,
sicuro se devo riflettere allo zelo che anima codesta Municipalità
per il ben essere
della sua Comune".
Il Dottor Sacco chiedeva alle Autorità cervesi di
"rendere avvertito il Parroco
affinché ne parli dall'Altare precisandone il giorno
fissato, acciò il Popolo tutto
possa godere di questo salutare beneficio e così
bandire dalla Vostra Terra la più
schifosa e micidiale peste. E' necessario che i Medici e
i Chirurghi del luogo ne
siano prevenuti affinché assistino alle operazioni".
Seguivano altre indicazioni pratiche come questa: "L'avviso
sarà dato col suono
della campana ed il Sindaco o Agente Municipale si presterà
per le opportune
emergenze".
L'ultima riga della lettera del Dottor Luigi Sacco era la
più importante di tutte:
"Le operazioni si faranno gratuitamente".
Non sappiamo quanti siano stati i Cervesi che si fecero
vaccinare contro il vaiolo
quel 9 novembre di oltre due secoli fa.
Certamente non potevano immaginare che il nome del Dottor
Luigi Sacco sarebbe
rimasto nella memoria collettiva degli Italiani perché,
grazie a lui, essi videro
debellato uno dei flagelli dell'umanità.
La Città di Milano (dove egli
morì nel 1836) lo onorò intitolandogli un
Ospedale
che porta tuttora il suo nome.
(Arch. Com. di Cervia." Libro
Quinto delle Lettere delle Autorità Superiori, dalli
8
Piovoso, Anno Decimo Repubblicano, 28 Gennaro 1802 V.S",
alle date).
Sorprende che già
oltre due secoli fa -1807 - in epoca napoleonica-
1)
fosse stata istituita una COMMISSIONE
DI SANITA'
incaricata di seguire l'opera di vaccinazione anti-vaiolo,
(non diversamente da quanto succede oggi per l'attuale vaccinazione
anti- Covid.19)
2) fosse in atto lo scontro fra i favorevoli alla vaccinazione
e i NO-VAX: non diversamente da oggi.
Chi avrà la pazienza di leggere il testo qui sotto
potrà rendersi conto delle analogie.
N.B. Per agevolare la lettura riporto
l'AVVISO in due parti e poi inserirò l'avviso tutto
intero.
|
.jpg)
Le Autorità sono
scoraggiate.
I NO-VAX al vaiolo sembrano prevalere
|
|
.jpg)
Appello accorato ai GENITORI
perchè facciano vaccinare i figli contro il vaiolo. |
.jpg)
Testo integrale dell'AVVISO
7 maggio 1807
(Archivio Comunale di Cervia)
Domenica 12 settembre 2021 si è
accennato all'argomento qui sopra
nel corso di un' interessante chiacchierata-passeggiata
nel centro Città di Cervia
rievocando il periodo della dominazione napoleonica fine
1700-inizio 1800.
|

Da sinistra Giorgia Cecchi, Luca Bagnolini,
Cristina Poni, Maurizio Rossi.
Piazzale davanti all'Ospedale Civile di Cervia istituito
nel 1797 sotto la dominazione francese.
|

Un momento della chiacchierata in ...tema
di Sanità e Vaccinazioni
|
°°°°°.....°°°°
Il giorno 28 agosto 2021 è stato presentato a Brisighella,
al Teatro Giardino,
il volume "Ricordando don Achille"
nel secondo anniversario della scomparsa del Cardinale Silvestrini.
Il volume curato dal Prof.
Leardo Mascanzoni della Università di Bologna
raccoglie i contributi scritti di chi aveva avuto occasione
di incontrarlo.
Anche a me era stato chiesto di "ricordare"
come il Cardinale mi avesse convinto
a consegnare alla Fondazione La Memoria Storica di Brisighella
il "file" contenente la storia di Giovanni
Pianori "Osare e morire", edito
nel 2012.
Qui sotto il racconto a pagina 130 del
volume "Ricordando don Achille"
Il Cardinale Achille Silvestrini non temeva la "verità"
storica
(anche se scomoda per la Chiesa)
Estate 2012.
Squilla il telefono.
E' la Signora Velda Raccagni che mi chiede se, per favore,
posso recarmi a Brisighella per incontrare il Cardinale
(proveniva, mi pare, da Dobbiaco e si sarebbe trattenuto
poco nella sua città natale dovendo raggiungere Roma).
Perché avrei dovuto parlare con
lui?
Perché io avevo già detto a lei, a Vincenzo
Galassini, a Pino Parini
che non avrei consegnato - per la pubblicazione - la biografia
di
Giovanni Pianori detto il Brisighellino: patriota mazziniano
ghigliottinato a Parigi il 14 maggio 1855.
Secondo loro, invece, la storia di questo patriota poteva
ben figurare come dodicesimo volume edito dalla Fondazione
" La Memoria Storica di Brisighella" di cui il
Cardinale Silvestrini era il Presidente.
Motivo del mio diniego?
Stimavo troppo il Cardinale per fargli uno sgarbo (in romagnolo
si dice anche " uno scherzo da
prete").
Cos'era successo?
Questo.
All'inizio degli anni '70 avevo conosciuto a Bologna Pino
Parini il quale si entusiasmava
quando gli riferivo ciò che stavo scoprendo sul Brisighellino
setacciando archivi in Francia, in Inghilterra e ovviamente
in Italia.
L'azione temeraria di Pianori contro l'Imperatore dei Francesi
Napoleone III (Parigi 28 aprile 1855), ebbe, infatti,
conseguenze tali da cambiare la storia europea e Mazzini
scrisse
che il Brisighellino era stato, allora, l'unico patriota
"capace di osare e morire".
Che c'entra il Cardinale Silvestrini con
tutto questo?
Ecco: nella primavera del 2012 andai a trovare Pino Parini
che non vedevo da qualche anno.
Fu alla fine della nostra chiacchierata sulla sua amata
"cibernetica" che, a bruciapelo, mi chiese:
"Bè', non mi dici niente sul Brisighellino?".
Gli risposi che era una ricerca "finita" da tempo
e che mi aveva molto amareggiato:
- il suo concittadino Giovanni Pianori non era stato un
terrorista:
lui non aveva ucciso nessuno e fu esecrato finendo nel dimenticatoio
della storia del suo Paese, Brisighella
(diversamente da Felice Orsini - di Meldola - che compì
una vera e propria strage di innocenti ed è ancora
esaltato);
- il suo concittadino non era un disgraziato analfabeta:
io ero riuscito a trovare un pacco delle sue lettere (struggenti
di amore e di sentimenti anche religiosi)
nel sotterraneo dell'Archivio di Stato di Roma dove si trova
tuttora;
- il suo concittadino era finito sulla ghigliottina soprattutto
a causa di un errore giudiziario
(scambio di persona) commesso dal Cardinale Antonelli, Segretario
di Stato di Pio IX.
Avevo trovato le prove dentro lo stesso Archivio Segreto
Vaticano.
Ciò che mi aveva maggiormente sconvolto
era l'aver scoperto che il Cardinale Antonelli
si era reso conto dell'errore commesso quando il Brisighellino
era ancora vivo;
egli avrebbe potuto - e dovuto! - fermare la mano del boia
ma non lo fece per non fare brutta figura con Napoleone
III
che aveva distrutto la Repubblica Romana di Mazzini - Garibaldi
e riportato Pio IX sul suo trono.
Nel mio "file"documentavo questo
comportamento inqualificabile (e anche tanto altro)
nei riguardi di Giovanni Pianori detto il Brisighellino
e pure dei suoi sette fratelli
due dei quali - Alessio e Senesio - finirono, innocenti,
alla Caienna, sempre per colpa di quel Cardinale.
Se io avessi consegnato il "file", Don Achille
(come lo chiama ancora Velda)
avrebbe scoperto - ma solo dopo e "a sua insaputa"!
-
che la Fondazione di cui era Presidente aveva pubblicato
un libro che denunciava le malefatte di un suo "antico
" collega:
il Cardinale Giacomo Antonelli, Uomo di Chiesa e braccio
destro di Pio IX.
La Signora Velda, allora, mi aveva detto:
"E se noi trovassimo il modo che lei potesse parlarne
col nostro Cardinale
e lui fosse d'accordo sulla pubblicazione?".
Se avessi rifiutato, il mio diniego sarebbe apparso pretestuoso,
quindi acconsentì.
Ecco la telefonata della Signora Velda
a cui facevo riferimento all'inizio.
Andai a Brisighella.
Faceva caldo quel pomeriggio nella modesta casetta del Cardinale
Silvestrini a cui raccontai
la "storia" del Brisighellino e la parte che la
Chiesa ebbe nella rovina di tutta la numerosa famiglia dei
Pianori.
A quel colloquio, erano presenti alcuni responsabili della
Fondazione
i quali potranno confermare quanto successe dopo la mia
esposizione.
Il Cardinale appoggiò una mano sulla fronte (come
se stesse chiedendo perdono per colpe non sue);
poi disse queste parole:
"Quando noi abbiamo dato vita alla Fondazione abbiamo
sempre detto che per quanto riguarda Brisighella,
i suoi personaggi, le sue vicende storiche (purchè
documentate come in questo caso)
non devono esserci problemi per la divulgazione".
Fu così che il "file"
fu da me consegnato alla Fondazione la quale ordinò
il "si stampi" alla Casa Editrice Carta Bianca
di Faenza.
Il 6 settembre 2012 il volume fu presentato
al Teatro Giardino di Brisighella
e - seduto in prima fila, venuto da Roma -
c'era il Cardinale Achille Silvestrini.
Enzio Strada
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Finalmente ho iniziato a modificare su
Wikipedia la vecchissima pagina dedicata
a Giovanni Pianori (che era infarcita di errori).
Dopo il granchio preso da François Mitterrand (che
ha fatto del Brisighellino uno stragista alla pari di Felice
Orsini), alcuni articoli sono apparsi in Francia sul patriota
italiano; ne dò conto in altre pagine di questo Sito.
Recentemente - aprile 2021 - un Francese
appassionato di storia del nostro Risorgimento ( e in particolare
della vicenda Pianori) si è aggiudicato
ad un'Asta Internazionale una copia della foto del Brisighellino
eseguita il 2 maggio 1855 nel cortile della Conciergerie
di Parigi.
Il Governo Francese di Napoleone III voleva accertarsi della
identità dell'attentatore che il 28 aprile aveva
sparato all'Imperatore.
E' la stessa foto che figura sulla copertina delle due Edizioni
sulla Storia di Pianori "Osare e morire" (Cartabianca,
Faenza, 2012, 2013).
Io scovai, allora, la foto fra le carte del patriota Federico
Comandini, carte donate dalla famiglia alla Biblioteca Malatestiana
di Cesena.
Avessi avuta la copia che riproduco qui sotto, senz'altro
l'avrei preferita perchè è una copia migliore.

Cos'è che rende preziosissima la
foto acquisita dall'amico francese che me ne ha fatto dono?
Questo.
La certezza "documentale"che essa
è passata dalle mani di Domenico Lama e (ma di ciò
non ho certezza) di Giuseppe Mazzini.
Il nome di Domenico Lama dirà poco a chi ha una conoscenza
scolastica della Storia del nostro Risorgimento pur avendo
egli avuto un ruolo non secondario soprattutto a Londra
dove fu un importante collaboratore di Mazzini.
Fu Mazzini a incaricare Lama di eseguire copie della foto
del Brisighellino da distribuire a tutti perchè -
scriveva - il patriota romagnolo era l'eroe che con coraggio
e onore aveva reso un "Servigio
alla Patria".
Anche gli antibonapartisti francesi considerarono Pianori
un "eroe".
Fu composto e stampato un
Inno (probabilmente
frutto della penna di Victor
Hugo) fatto circolare anche in Inghilterra.
Lo scrivente ne ha trovato copia
al Public Record Office (gli Archivi di Stato, a Londra)
Una Signora di Parigi (appassionata di storia ed ammiratrice
di Dante Alighieri)
ha letto l' Inno riportato in questa pagina e lo ha commentato
con queste parole:
"C'est
un bel hommage, solennel et très émouvant".
Per agevolare la lettura, riporto qui sotto l'Inno in caratteri
più leggibili.
Alcuni giornali
francesi (bonapartisti) si scandalizzavano per tanto ardire
(un INNO a Pianori!) e lo attribuivano a Victor Hugo.
Qualche esperto di letteratura francese (conoscitore delle
Opere di Victor Hugo e del suo stile) potrebbe esprimere
un parere motivato sulla attribuzione dell'Inno.
Ritornando a Domenico Lama e alla foto di Giovanni Pianori,
aggiungo che il patriota faentino aveva allestito a Londra
uno dei primi e più importanti laboratori fotografici.
Sono sue le foto di Mazzini che tutti abbiamo conosciuto
sui libri fin dalla scuola elementare .
Ho scritto che c'è assoluta certezza che la foto
di Giovanni Pianori - ora andata all'asta - è stata
eseguita da Domenico Lama.
Qui sotto, la prova: sul retro della foto
stessa.

Chi volesse approfondire la figura di Domenico
Lama (a Faenza gli hanno dedicato una strada importante)
può cercare notizie anche su Internet.
Sui suoi rapporti con il coetaneo e amico
Pianori rimando alle pagine
98, 137,142,224, 231 della seconda edizione del libro su
Pianori
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Tempo di pandemia da Covid 19.
Di necessità virtù, dice il proverbio.
Perchè non sfruttare questo periodo di "reclusione"
forzata
in casa per passare in rassegna, rivedere, "aprire"
le 225 cartelle che, in decenni, si sono accomulate in un
hard-disk?
Ogni cartella corrisponde ad una giornata trascorsa in vari
Archivi facendo fotocopie o scattando foto di documenti
che ritenevo interessanti.
Ho calcolato di averne raccolti circa 100.000.
Solo un terzo hanno trovato "spazio" e "utilizzo"
nei dieci volumi pubblicati e di cui c'è traccia
in questo mio Sito.
E gli altri documenti?
Ecco la domanda.
Risposta: ho iniziato TRE " file" su Word in ognuno
dei quali - di paragrafo in paragrafo - mi piace dare sistemazione
a fatti e personaggi rilevanti che hanno lasciato una traccia
ricostruibile tramite il ricorso ai suddetti documenti.
Perchè TRE file?

Perchè il primo tratta di "fatti" dolorosissimi
della fine del XVI secolo e mai venuti alla luce.
L'incredibile sofferenza patita in particolare da una donna
(la Foiara) è inquietante e non si reggerebbe
a lungo emotivamente nel ricostruire la sua terribile storia.
Di qui la ragione, anzi la necessità,
di avere a disposizione un altro file, con altro argomento
- diciamo più leggero - per alternare.
Questo secondo file è "supportato" da una
documentazione che stranamente dovrebbe trovarsi a Vienna
perchè riguarda
un Consolato Austriaco in un paese della Romagna dal 1820
al 1848.
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Per un caso fortuito, in un Archivio Italiano, mi sono imbattuto
in una decina di faldoni che tanto tempo fa avevo provveduto
a fotografare non pensando che "un giorno" avrei
aperto questa cartella di centinaia di documenti.
Perchè un terzo file?
Perchè mi sono ricordato di avere fotografato i documenti
di quattro volumoni di verbali di un Segretario/Notaio/Cancelliere
della fine del 1700-inizio del 1800, al tempo della dominazione
francese.
Questi documenti ("Atti Civili e Criminali")
permetterebbero una seria riflessione sul modo di praticare-amministrare
la giustizia.
RAPIDITA' assoluta (anche nella stessa giornata) e SEMPRE
con ascolto delle PARTI e delle testimonianze.
E' probabile che nessuno dei tre file veda la luce, ma un
obiettivo, l'ho raggiungo: quello di non annoiarmi e "imparare
qualcosa".
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Sul n°49 della rivista
francese
"NAPOLEON
III
Le magazine du Second Empire"
(periodico edito a Parigi) recentemente è stato pubblicato
un importante servizio su Giovanni PIANORI detto il Brisighellino..
Lautore, Maryan Guisy,
esperto di letteratura, trova che la vicenda Pianori sia
"meglio di un romanzo"!
Oltre a rievocare la vicenda
di Pianori, egli fa tanti accostamenti con opere e personaggi
letterari e
altro.
Ovviamente lui si rifà
a quanto i Francesi sanno (ignorando il TANTO che in questi
decenni ho scoperto e che, se conosciuto,
altro che
romanzo! )
La "vicenda di Pianori
"diventerebbe davvero un "ROMANZISSIMO" dove
la realtà supera la fantasia!
Qui di seguito, stralci dell'articolo.
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Giovanni Pianori, il 7 maggio 1855, davanti
ai giudici della Corte di Assise di Parigi
dichiarò che la sua azione contro Napoleone III (il
fallito attentato ai Campi Elisi del 28 aprile) era motivata
dall'intervento francese
che mise fine alla Repubblica Romana di Mazzini nel 1849.
Il Brisighellino fu irriso e condannato
alla ghigliottina.
La irrisione era, allora, comune nella capitale francese.
I sostenitori di Napoleone ritenevano il TRIUMVIRATO di
Mazzini
una banda/cricca che si era impadronita del potere per il
loro interesse personale:
invece della mangiatoia, succhiavano il latte della lupa
(simbolo di Roma).
La irrisione era tale da "coniare" una medaglia
che documenta quanto ho appena sostenuto.
Qui di seguito riporto la foto della medaglia che - tramite
Patrick Terrolle - sono riuscito ad aggiudicarmi
ad un'asta pubblica a Nevers nello scorso mese di maggio.
Copia della stessa medaglia (meno bella della "mia"!)
è esposta al Museeo Carnaalet di Parigi.
In occasione della Ricorrenza della Repubblica Romana, il
9 febbraio prossimo (Covid-19 permettendo!),
sarò lieto di mostrarla agli amici.
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Per chi non conoscesse la lingua francese:
"La lupa romana serve
loro da vacca da latte"
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Dalla Francia mi arrivano indicazioni
e collegamenti per l'Albero Genealogico degli Strada
Clikka qui
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Quando si dice "prendere un granchio".
Quando si dice " pressapochismo".
Quando si dice "raccontare balle".
Quando si pretende "raccontare la storia" e si
addebita ad una persona che non c'è più
un'accusa infamante e ASSOLUTAMENTE FALSA.
Chi ha preso un granchio?
Frédéric MITTERRAND.
Dove si trova il granchio?
A pagina 324 del suo libro edito nel 2019:
"Napoléon III et Victor Hugo: LE DUEL",
editions XO, Parigi
( vedi foto della copertina qui sotto)
|

Qual è il
granchio?l
QUESTO: aver associato Pianori ad Orsini attribuendo ad
entrambi la responsabilità di aver attentato
alla vita di Napoleone III "...utilizzando
ordigni infernali che hanno provocato molti morti..."
.
Giovanni
PIANORI detto il Brisighellino attentò alla vita
dell'Imperatore francese
ai Campi Elisi a Parigi il 28 aprile 1855 ma mancò
il bersaglio e NON
UCCISE NESSUNO.
La sua azione si inseriva nel piano organizzato da Giuseppe
Mazzini
(un moto insurrezionale alla vigilia dell'EXPO e con le
Nazioni impegnate nella Guerra di Crimea).
Processato per direttissima, fu condannato
alla ghigliottina
anche a causa di una scambio di persona commesso dalla Segreteria
di Stato del Vaticano.
La
sentenza fu eseguita il 14 maggio 1855.
Mazzini rese subito omaggio a questo patriota scrivendo
che Pianori era stato
"capace di osare e di morire"
per l'Italia
Tutt'altro "discorso" per ORSINI.
Lui sì che il 14 gennaio 1858 si
rese responsabile di una vera e propria
strage davanti all'Opera di Parigi: il lancio di bombe sulla
folla
in attesa dell'Imperatore (l'unico a rimanere illeso).
Anche Felice Orsini finì sulla ghigliottina ma dopo
un lungo processo alla fine del quale egli compromise
i suoi complici trascinandoli nella rovina (uno, Pieri,
fu ghigliottinato con lui lo stesso giorno).
QUI SOTTO la pagina 324 del libro di Frédéric
Mitterrand
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 |
Per correttezza, ho ritenuto prima di tutto segnalare a
Renaud Leblond della Casa Editrice parigina XO
- e ,attraverso lei ,all'autore F.Mitterrand - questa falsità
nei riguardi di Pianori.
Trascorso un paio di settimane dal giorno dell'invio email
(il 7 maggio) senza ricevere nessun cenno di risposta,
mi riterrò libero di intraprendere altre iniziative
pubbliche per far conoscere anche ai Francesi la VERITA'
storica
su questo patriota italiano
sul quale pende - da sempre - una incomprensibile, quanto
ingiusta, "damnatio memoriae"
"Renaud Leblond,
Vous avez édité, il y a quelques mois, "Napoléon
III et Victor Hugo, LE DUEL".
Je viens d'en terminer la lecture, pendant le confinement
italien à Cervia, près de Ravenne.
Si je me permets de vous adresser aujourd'hui ce message,
c'est parce que pour moi M. Frédéric Mitterrand
a commis une grave erreur à l'égard de Giovanni
Pianori (page 324) :
il a fait avec Orsini un amalgame qui, au nom de la vérité
historique, est inadmissible.
Expliquer aux lecteurs que "Pianori et Orsini ont
commis des attentats en usant de machines infernales qui
ont fait beaucoup de morts, mais dont l'Empereur est sorti
indemne" est faux.
C'est un "J'ACCUSE" intolérable, horrible
et effrayant.
Giovanni PIANORI est le patriote italien à qui j'ai
consacré de longues années d'études,
en effectuant des recherches très poussées
aux Archives d'Italie
(Rome et les Archives secrètes du Vatican), en France
(Paris, Nantes, Chalon-sur-Saône, Aix-en-Provence)
et en Angleterre (Londres) .
Dans les 2 éditions de mon ouvrage (2012 et 2013),
j'ai fait nettement la distinction entre Pianori et Orsini
:
le premier, le 28 avril 1855, n'a tué personne !
C'est Orsini qui a commis, le 14 janvier 1858, un véritable
massacre devant l'Opéra !
Pianori était un patriote républicain, un
homme de Mazzini, le Père fondateur de la Patrie,
pour les Italiens.
Mazzini lui rendit d'ailleurs hommage, il l'honora par cette
formule : "Pianori : le seul patriote capable d'oser
et de mourir".
En 1874, Le Figaro, dans son édition sur les attentats
subis par Napoléon III, titra :
"Pianori et les Mazziniens" et le journal
explicita le titre : "Pianori a été
un vrai Mazzinien et pas Orsini".
Quant à l'Hymne à Pianori qui est conservé
à Londres, il est à 99 % de la plume de Victor
Hugo
(évidemment, depuis son exil à Jersey, celui-ci
ne pouvait pas le signer !).
Frédéric .Mitterrand a écrit des pages
très intéressantes sur la famille Hugo,
chassée de Jersey à Guernesey en 1855, mais
il a ignoré que les frères Pianori
ont été la cause concomitante de cette décision
du gouvernement anglais.
Pendant son exil, Victor Hugo a publié, le 17 octobre
1855, une affiche terrible contre Napoléon III,
intitulée " DECLARATION" et datée
du 17 octobre 1855
(mon éditeur a tenu à la reproduire dans la
2e édition de mon ouvrage, en 2013).
Accepteriez-vous, Monsieur Leblond, de me donner l'adresse-mail
de Monsieur Frédéric Mitterrand ?
J'aimerais le remercier pour son livre - j'ai moi-même
beaucoup d'admiration pour Victor Hugo -
et en même temps, je voudrais lui faire part de cette
mise au point sur Pianori,
un personnage dont les Français ignorent presque
tout.
Les Italiens également : dans toutes les Histoires
du Risorgimento,
Pianori était considéré comme un pauvre
cordonnier analphabète et exalté,
avant que je ne découvre ses lettres aux Archives
de Rome et à celles du Vatican qui ont permis de
rétablir la vérité !.
Le fait d'avoir lu "Le Duel" m'incite à
reprendre le texte en français que j'avais rédigé
sur Pianori après la sortie de ma deuxième
édition italienne.
Pour que vous ayez une idée de ce que j'avais écrit,
je vous transmets la première page de mon livre,
l'index des paragraphes avec les titres, non définitifs
que j'avais prévus.
.
A vous, à M. Frédéric Mitterrand, à
vos experts, d'y jeter un coup d'oeil
et de juger si cette recherche pourrait contribuer
à une connaissance plus documentée sur l'histoire
de nos deux pays,
ainsi que sur celle de l'Europe, engagée toute entière
à l'époque dans la guerre de Crimée.
Après avoir lu Le Duel et mesuré l'intérêt
que les passionnés d'histoire réservent à
cette période particulière,
je ne laisserai pas de côté mon texte sur l'Affaire
Pianori :
une "affaire" restée trop longtemps et
délibérément cachée.
En effet, le Gouvernement de Napoléon III et celui
de son protégé,
le Pape Pie IX choisirent dans la précipitation (on
était à la veille de la grande Exposition
universelle)
de préférer la manipulation (surtout de la
part du Vatican)
et - .Machiavelli docet - le secret sur les très
graves injustices commises pour éviter la honte du
Pouvoir.
En France, on ignore par exemple que le Vatican trompa Napoléon
III, son Gouvernement et la justice française.
Or, tout cela est attesté par des documents, totalement
inédits, que j'ai trouvés aux Archives Secrètes
du Vatican et à Londres).
Le 14 mai prochain, c'est la date anniversaire à
laquelle Giovanni Pianori a été guillotiné
à Paris, en 1855.
Sans le non-dit du Vatican sur un échange de personnes
qui trompa le Ministre de la Justice,
Jacques-Pierre Abbatucci, et la Cour d'Assises de Paris,
Giovanni Pianori,
aurait eu la vie sauve (comme Dieudonné Bellemare,
quelques mois plus tard, le 8 septembre 1855) puisqu'il
n'avait tué personne !
Oui, je crois qu'il faut rectifier les erreurs historiques.
Mais, si l'édition de ce genre d'étude historique
ne correspond pas au type de livres que vous publiez,
je vous saurais gré de bien vouloir m'orienter vers
un de vos confrères éditeurs.
Avec toute ma considération.
Enzio Strada"
*******
|
il regista Gianluca Nanni di Zirialab (con la collaborazione
del Comune di Cervia-Milano Marittima)
ha predisposto una serie di
Video sulla Storia del territorio e della sua gente.
Il 28 aprile 2020 ne è stato pubblicato uno che riporta
parti di un' intervista-chiacchierata
con Enzio Strada.
Vi si accenna al nome di Villa Inferno, di Ficocle, di Cervia
e si racconta l'incredibile Storia di Giovanni Guidi Di
Bagno,
Vescovo di Cervia e Cardinale alla corte di Luigi XIII e
di Richelieu.
Cliccare qui sotto
https://www.youtube.com/watch?v=3hCWRcokq6I&t=458s
|
*******
La scoperta casuale, in un Archivio, di
un fascicolo-dossier inedito ed intrigante mi ha spinto
ad accantonare altre "curiosità".
Però...però... mi concedo anche pause; oggi,
ad esempio,ho aggiunto qua e là qualche inserimento
e qualche link per una più agile "navigazione"
in questo mio sito "fatto in casa".
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Sala del Palazzo Marini strapiena. Hedda
legge...
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Una ex studentessa delle scuole Manzoni
di Bologna mi ha chiesto alcune foto per illustrare una
biografia
(di prossima pubblicazione) sulla fondatrice "Elide
Malvasi".
Ne ho approfittato per scannerizzarne alcune e per dedicare
una pagina di questo Sito sia al Collegio di via Odofredo
sia alle Scuole di via Santo Stefano a Bologna.
Clikka qui
per accedere alla pagina
Il cervese Quinto Ascione avrebbe compiuto 100 anni il 21
giugno 2019.
Egli morì a 23 anni sul Fronte Russo (battaglia sul
fiume Don, 26 agosto 1942) dopo aver salvato da sicura morte
il Capitano Aurelio Barnabé
(Signor Capitèn, av port
in selv mè": Signor Capitano,
la porto in salvo io).
Gesto che gli valse la Medaglia d'oro.
|

Quinto Ascione con la mamma Rina Ridolfi
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Il Capitano Aurelio Barnabé salvato da Quinto Ascione
|

Locandina del Convegno/Commemorazione ufficiale
in onore del bersagliere Quinto Ascione, Medaglia d'Oro..
|

Che il "Caso Pianori" finalmente
diventi un..."Caso"? |

Il giornalista Filippo Donati Sul Resto
del Carlino del 15 maggio 2019
sintetizza la vicenda dei due romagnoli.
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Il "CASO PIANORI" è
andato in scena a Cervia presso la Sala Rubicone dei Magazzini
del Sale, venerdì 12 aprile 2019 per l'iniziativa
della locale Associazione Mazziniana.
Il testo ( a cura di Enrico Vagnini) è stato interpretato
dalla Compagnia Rosa dei Venti; l'autore e regista Vagnini
si è ispirato alla biografia di Giovanni Pianori
detto il Brisighellino e mette sotto il riflettore pure
l'azione di Felice Orsini.
Entrambi questi due romagnoli, infatti, furono ghigliottinati
a Parigi per aver attentato alla vita di Napoleone III:
Pianori il 28.4. 1855, Orsini il 14.1.1858.
Enzio Strada (autore della biografia sul Brisighellino:
"osare
e morire
per l'Italia e per Mazzini")
durante la seconda parte della serata ha messo in evidenza
come fra le due figure ci siano differenze sostanziali:
a) Pianori mancò il bersaglio, non uccise nessuno
e non compromise nessuno (a cominciare da Mazzini che era
stato l'ispiratore della sua temeraria azione );
b) Orsini lanciò e fece lanciare dai suoi tre amici
complici le bombe fra la folla sperando che fosse presente
l'Imperatore.
Questa azione è considerata dagli storici come la
prima strage terroristica europea nella quale persero la
vita tantissime persone innocenti.
Durante il Processo, il comportamento di Orsini fu, inoltre,
tale da compromettere i suoi tre complici: Andrea Pieri
salì sulla ghigliottina lo stesso giorno di Orsini
e De Rudio e Gomez furono deportati nell'inferno della Cayenna
equatoriale.
|

La Dott.ssa Isabella Ciotti, Presidente
della Associazione Mazziniana Italiana Sezione di Cervia,
presenta lo spettacolo teatrale
|

Enrico Vagnini:
regista e autore del testo "Morire per
la libertà: il Caso Pianori"
|
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La compagnia La Rosa dei Venti.
Da sinistra: Gabriele Santi (nel ruolo di Pianori), Patrizia
Bartolini (la "voce-lettrice dei documenti"), Luca
Viacirca (nel ruolo di Felice Orsini), Giorgio Caporali (barbiere
ed inserviente), Enrico Vagnini (autore, regista).
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Da sinistra: Gabriele
Santi (Giovanni Pianori detto il Brisighellino) e
Luca Viacirca (Felice Orsini)
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Visto che insistete! |

Domenica 20 gennaio 2019 sul Corriere
di Romagna abbinato alla Stampa di Torino
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Il Corriere di Romagna del 10 dicembre 2018
valorizza quanto da me riportato sull'ultimo libro
edito nel 2018: "Altre spigolature, altre curiosità,
altri inediti"
da pag. 377 a pag. 413

L'articolo ha suscitato molto intreresse e qualche polemica.
Ad esempio sul cognome del Vescovo Gazola che a dire di
qualcuno si sarebbe dovuto scrivere con due zeta.
Quel "qualcuno" ha dovuto ricredersi perchè
gli è stato dimostrato - con documenti alla mano
- che GAZOLA va scritto con una sola zeta.
|
A Lugo, il 7 dicembre 2018, si "parlerà
" del Brisighellino (Giovanni Pianori)
Il Brisighellino e la sua vicenda
umana e storica continuano a suscitare interesse.
La puntata a lui dedicata dalla Rai (Radio 3, Wikiradio
del 18 agosto scorso)
ha contribuito a far conoscere ulteriormente al pubblico
italiano questo
patriota romagnolo tanto ammirato da Giuseppe Mazzini e
"tanto" dimenticato nella sua Patria, l'Italia..
Alla giornalista Antonella Borghi della Rai e al Prof. Leardo
Mascanzoni della Università di Bologna
un particolare "grazie".
Qui sotto un'altra occasione per
approfondire una "pagina" fondamentale della lotta
risorgimentale perchè
l'Italia fosse UNA, LIBERA. INDIPENDENTE e REPUBBLICANA.

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30 agosto 2018. Cervia, Piazzale Maffei.Torre
San Michele.
Presentazione del libro Cervia 2: Spigolature ecc.Tanta gente
e ...gente in piedi.
Le foto della serata sono state gentilmente messe a disposizione
da
Alberto Bruno Arpini del Circolo Fotografico Cervese presso
l'Airone
di Villa Inferno |

Il Dott.Renato Lombardi presenta l'autore e anticipa alcuni
contenuti del libro, sottolineando soprattutto la scoperta
di documenti storici inediti
(a suo dire, di importanza fondamentale per la conoscenza
della Città del Sale)
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Enzio Strada commenta alcune DIA illustranti
"fatti" sconosciuti della storia di Cervia dal
1500 al 1948.
Alla sua destra il Presidente della Società Parco
della Salina, Giuseppe Pomicetti; alla sua sinistra il Vicesindaco
del Comune, Gabriele Armuzzi e Oscar Turroni, Presidente
del Gruppo Culturale Civiltà Salinara.
Il tecnico Evangelisti è stato particolarmente abile
nel proiettare le DIA agevolando la comprensione degli spettatori.
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Molte le richieste di firme e dediche sui volumi acquistati
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I proventi sia del primo volume che
del secondo sono devoluti interamente al
Gruppo Culturale della Civiltà Salinara di Cervia che
cura il Museo e la Salina Camillone |
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"questa sera ": perchè
il Corriere di R.ha pubblicato la notizia il 30 agosto 2018.
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"domani": perchè
il Resto del Carlino ha pubblicato la notizia il 29 agosto
2018
"
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INGRESSO LIBERO
IMPORTANTI informazioni logistiche
Cava Marana, 18 agosto 2018:da sinistra:Resp.Fond.La Mem.St.di
Brisighella, Enzio Strada;
Michela Soglia, Stefania Cattani, Raffaello Bellavista,
Pietro Caruso.
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